Libri erotici:
“Eroticamente. Confessioni intime”
(2008)
“Lisa & Cécile” (2007)
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Scheda libro
“Eroticamente, confessioni intime”
è il secondo volume della collana dedicata alla scrittura
erotica, edito dalla Valter
Casini , una raccolta di racconti erotici scritta da AA.VV.
“Corpi. Sudati, contorti, maltrattati,
sfiorati, venerati, immaginati. Corpi di donne e uomini. Si ritraggono,
si concedono, si penetrano, si lasciano guardare, toccare, amare.
Parole. Si annusano, si leccano, si toccano, si plasmano. Raccontano.
Eroticamente…” Copyright
© Valter Casini Editore
“Eroticamente. Confessioni intime”
AA.VV.
Valter Casini Editore, 2008
Pagine 112
ISBN 978-88-7905-111-8
Prezzo 12,90 €
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Introduzione
Copyright © Valter Casini Editore
Eroticamente, raccolta di racconti scritti
da nove autori, fra uomini e donne, si presenta agli occhi del lettore
come un campionario di situazioni che fotografano uno scorcio dell'immaginario
degli scrittori di erotismo nell'era del web.
Alcuni seguono uno stile diaristico e introspettivo, a volte ricco
di metafore e simbolismi. Altri si discostano da quella che possiamo
considerare una consuetudine della narrativa erotica (spesso intesa
come semplice intrattenimento) con trovate interessanti anche a
livello di forma. Lo stile propriamente erotico può così
contaminarsi con approcci fantastico-grotteschi o “romantic-fetish”…
e a volte esprimersi anche con brevi sketch.
Si conferma una tendenza femminile a considerare
un “erotismo dei cuori” e delle passioni come l'anima
principale di ossessioni e sogni segreti. Donne affamate di un amore
divorante, turbate dal trasporto passionale in modo talvolta nevrotico...
Alla ricerca costante di un elemento esterno, maschile, che le tranquillizzi,
le faccia scoprire il senso dell’essere donne… in una
scrittura comunque “dedicata”, che parla in seconda
persona. Non mancano eccezioni in cui trovano sfogo vendette, rivalse
e soluzioni che vedono le protagoniste femminili come eroine emancipate
artefici del loro destino.
L’interesse maschile invece si rivolge per lo più a
fantasie di dominazione e feticismo, se pur con una certa leggerezza,
o affronta la narrazione delle storie e dei personaggi e l’argomento
erotico con un certo distacco ironico. In altri casi si esprime
in una prosa ritmica e sincopata dallo stile ricercato.
Con l’auspicio che questa raccolta
possa essere un invito a cogliere la pluralità delle nostre
esperienze dell’eros e delle sue molteplici sfumature, vi
auguro una buona lettura.
Cristiana Longhi.
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AA.VV.
Adamo Bencivenga, Maria Rosa Campanale, Davide
Giansoldati,
Cristiana Longhi, Marco Marino, Marina Priorini,
Carmine Rosano,
Sibilla, Alda Teodorani.
“Eroticamente.
Confessioni intime” è un insieme di racconti
scritti da nove Autori, fra uomini e donne. È interessante
contrapporre le due visioni dell'eros che in questo volume si esprimono
tramite diversi percorsi, sviscerati attraverso: ossessioni d’amore,
rivincite o devozioni, intersecando: passioni, superficialità,
tabù, cliché, limitazioni, paure e visioni intimistiche.
Io, introduco il libro con una prefazione
e, allineandomi alle trame della raccolta, inserisco due miei racconti
erotici, “La stazione”
e “Al mare”, nei quali
descrivo il languore del distacco e delle attese, ma anche la fisicità
del piacere, dei ritorni e l’abbandono all’imprevisto
in una calda serata estiva…
La prosa, che qui è più distesa e contemplativa[1]
ma dai contrasti accesi, scolpisce in poche frasi asciutte un erotismo
dei sensi, leit motiv imprescindibile, a mio avviso, delle relazioni
amorose.
Delineando un intimismo introspettivo, Alda
Teodorani riflette l’ossessione dell’amore assente
e la paura della diversità maschile, cercata e accolta con
sfida. Parla esplicitamente di "bisogno d'affetto", "vuoto
incolmabile", divorante[2],
scivolando in una narrazione tra realtà e sogno, misteri
e simboli insondabili, fino a sconfinare nelle percezioni cosmiche[3]
di un turbamento ossessivo.
Marco Marino
rappresenta quanto la semplicità e la felicità a volte
non paghino, esprimendo questo concetto con una trama lineare ma
dai risvolti tortuosi con una scrittura ironica e ricercata[4].
Ossessione e materno si intrecciano nel racconto[5]
“lattiginoso”, sincopato e ossessivo scritto da Adamo
Bencivenga narrato attraverso gli sguardi e i pensieri di
una donna. Ritmi cantilenanti e ossessivi che disperdono la linearità
del racconto.
Sibilla affronta
temi piuttosto “forti” come lo stupro, contaminando
il genere erotico con il thriller e il giallo. Narra di un riscatto
femminile con ironia attraverso il percorso di una trappola premeditata.
Maria Rosa Campanale
racconta l’amore nell’attesa di un uomo assente e la
passione di un’amante.
Davide Giansoldati
dà vita ad un gioco di sms e passioni da parte di una donna
dedita al piacere.
Carmine Rosano
si avventura nei temi della dominazione e del feticismo.
Marina Priorini
esprime la paura dell’abbandono, trovando in seguito un riscatto
nella forza d’animo personale.
* * * * *
[1] “Ancora una volta assisto
al calare del sole nel mare. Lo stesso tramonto che ha rimirato
i nostri orgasmi. Cala il sole all’orizzonte, per risorgere
in un giorno nuovo, in nuove situazioni e in nuove voglie da esaudire”.
[2] “Mi possedeva anima e corpo, come mi divorasse”.
[3] "La sua testa scivolò tra le mie gambe, sul pube,
salendo tra i seni, poi di nuovo giù e indietro nello spazio
e nel tempo, indietro nella storia dell'uomo, nella forza primordiale
della terra durante i suoi primi anni".
[4] “Le cicale continuavano a grattare sul bordo delle cose
con disperata allegria”. Oppure: “[…] un palazzo
nero di smog, con dei balconi panciuti che sembravano donne gravide”.
[5] "Colei che ossessiva continua a girare", "madre
nel ventre troia nel cuore", "seni abbondanti che sanno
di madre".
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Scheda
introduttiva del libro
"Lisa &
Cécile". E' il mio primo libro erotico L’ho
scritto insieme a Maria Rosa C., edito da Borelli
(PizzoNero - romanzi erotici scritti da
donne) E’ stato un viaggio affrontato insieme, fra
asperità e soddisfazioni, e che ha finito per mettere in
mostra una molteplice gamma di situazioni che scorrono sul filo
della vita quotidiana.
PREMIO PER IL MIGLIOR LIBRO EROTICO ITALIANO
FIUGGI 8/9 SETTEMBRE 2007
"La Dolcetta d'oro"
Eros & Scrittura
"Lisa & Cécile".
Borelli Editore, 2007
Pagine: 160
ISBN 88-86721-65-X
Prezzo 12,00 €
"Un viaggio all’interno delle fantasie
femminili più intriganti, un crescendo di intrecci erotici
in cui le due protagoniste, muovono le loro vite, fatte di incontri,
amicizia, complicità, scorci di quotidianità e feste
improvvisate sullo sfondo quasi casuale e poco “turistico”
di una Roma bizzarra e surreale mai stata così allegramente
lussuriosa.
Il mistero e il fascino dell'immaginario sessuale, i sogni, i desideri,
le voglie più nascoste, appagate o meno, delle donne "comuni"...
con una lettura lieve e piacevole, che scorre senza retorica e false
ipocrisie. Due modi differenti, per carattere esperienza e stile,
di affrontare la sessualità e l'erotismo: da un lato un senso
di sfida, ma anche sofferenza e fragilità; dall'altro naturalezza,
giocosità e slanci lirici. Percorsi ed esperienze che si
arricchiscono reciprocamente" (dalla
quarta di copertina del libro "Lisa & Cécile",
copyright © Borelli Editore s.r.l.).
* * * * *
Il libro narra la storia di due amiche, due
donne, che condividono un cammino di amore, complicità e
avventure, privo di falsi moralismi e non convenzionale. Lisa e
Cécile è sentimentale, lussurioso e visionario; ed
è ricco di espedienti e atteggiamenti disinvolti per conquistare
l'attenzione e la conoscenza di se stesse e degli altri. Un libro
che si muove sul terreno emotivo della vita, attraversa il sesso
e le sue varie componenti erotiche e sensuali.
Perché dovreste essere interessati
a leggere il mio libro?
La prima cosa che mi viene da dire è:
leggetelo e avrete le risposte da soli :) Ma voglio accattivarmi
la vostra attenzione e quindi aggiungerei, senza tanti giri di parole,
che la lettura di questo libro è piacevole, intrigante, ironica,
accattivante, eccitante e può riuscire a suggerire molte
idee e spunti validi per la fantasia come per la vita reale. E,
soprattutto, ciò che vi troverete scritto, appartiene più
o meno in maniera surreale e non al nostro essere, colto nella sua
naturalezza, senza giudizi o moralismi aggiuntivi. La poesia che
emerge nei momenti più intensi della prosa, sottrae al sesso
la possibile visione morbosa e ne sublima la sostanza. Il nostro
libro è un modo di rappresentare con disinvoltura l'immaginario
erotico collettivo, interpretando nella narrazione pulsioni e desideri
che appartengono a tutti. E attraverso il sesso si dipanano l'emotività
e le sensazioni delle due protagoniste, Lisa e Cécile. "Due
caratteri diversi che si amalgamano con facilità, che si
compensano l’uno con l’altro. Io così ctonia…
la mia amica così eterea… terra e aria che si incontrano
sull’orizzonte della vita"
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Leggi i primi capitoli
del libro "Lisa & Cécile"
(copyright © Borelli Editore s.r.l.)
Le parti scritte da
me, sul sito, come anche nel libro, sono quelle in corsivo... Buona
lettura!...
“D’improvviso mi appari, contornato
da un bagliore intenso. Effondi tutt’intorno profumi di Piacere,
cui è impossibile resistere. Mi getto carponi dinnanzi a
te,
devota ai tuoi voleri.
Mi inebri con stille di Essenza, che trafiggono le mie carni, fino
a penetrare nella mia primordiale origine. Ti insinui sicuro nella
mia anima, facendoti varco fra arrendevoli tessuti. Il ventre si
espande e vibra al tuo passaggio. I miei organi tintinnano. L’energia
scorre, il cuore si spacca; con un lampo la mia mente diventa folle,
perdo lucidità... finché dilaghi veemente, risalendo
condotti e riemergendo dai miei rigurgiti.
Ora soddisfatto, spadroneggi... La coda penzola dal mio intestino,
la testa ondeggia tra le mie labbra. La tua lingua biforcuta troneggia
impavida da vessillo... Fin quando ti ritrai, sparisci. Non posso
trattenerti. Esausta mi adagio su di una culla feconda di beatitudine.
Non conosco il tuo nome. Ti chiamerò Piacere... Orgasmo...
Voluttà... Serpente?...”
Cristiana L.
“…Ho fame! Pantera che avvista la
preda lentamente mi avvicino a te, Uomo!
Le pupille da gatta fisse sul tuo corpo, i muscoli tesi, pronta
allo scatto.
Ti sorprendo di spalle, mordendoti sul collo, ed un elettrico brivido
percorre la tua schiena.
Scivolo in basso rapida, sicura affondo la lingua rigida tra le
tue natiche, profondamente.
Ti sento dilatarti per il piacere intenso e la mia mano veloce raggiunge
il tuo membro già denso di voglia rivelata dalla prima stilla
di piacere che si versa sulla mia zampa felina.
La lecco avida, per gustare meglio ciò che sarà cibo
vitale.
Ti piego al mio volere, sdraiandoti davanti a me, perché
io, Regina, possa disporre del tuo scettro e usarlo come desidero…
Ora ti possiedo! Sei dentro di me e segui prigioniero la mia danza
ipnotica.
E quando il tuo orgasmo ti stupirà e mi lascerò inondare,
capirai, finalmente, di aver amato una Dea”.
Maria Rosa C.
Risveglio
Roma. L’alba con la sua luce penetra
nella stanza colpendo i miei occhi come uno schiaffo. L’odore
dei cibi fritti che arriva dal ristorante sotto l’albergo
s’insinua nelle mie narici disgustandomi.
Mi sveglio. Guardo l’uomo sdraiato accanto a me e il mio disgusto
aumenta. Dorme, e sul viso ha il sorriso appagato di chi ha soddisfatto
le sue voglie più nascoste. Esamino attentamente la sua nudità:
non è bello. Piccolo di statura, calvo, il suo leggero soprappeso
non gli permette certo di mostrare muscoli definiti, direi banale,
uno dei tanti uomini a cui ho donato il mio corpo con l’intento
di regalargli la felicità, momenti indimenticabili di indicibile
passione che porterà dentro per tutta la vita.
Io l’ho già dimenticato.
Lisa
Una farfalla con grandi ali d’aquila,
una pantera con un cuore di cristallo: questa sono io, Lisa. È
così che mi chiamano, così che mi presento, ma il
mio vero nome è Maddalena: un marchio, un peccato che chi
ha questo nome porta da duemila anni.
Non sono alta, ma ho un corpo sensuale e sinuoso che attira gli
sguardi avidi degli uomini che si insinuano nel mio ventre ogni
volta. Seni rotondi, natiche morbide, fianchi arrotondati, vita
sottile. I miei occhi color nocciola sono profondi e penetranti,
incorniciati da sopracciglia arcuate che mi donano uno sguardo altezzoso.
Ho imparato a dischiudere in modo malizioso la bocca, piccola e
imbronciata, e i miei capelli biondi sono volutamente sempre un
po’ spettinati per avere un’aria sensuale e distratta
nello stesso tempo.
Sono invitante. In me il connubio tra sessualità e spiritualità
è elevato all’ennesima potenza. L’odore del sesso
di un uomo mi eccita come l’odore pungente e penetrante dell’incenso
di una chiesa. Il mio rapporto con Dio è puro, caldo diretto.
Il mio rapporto con gli uomini è freddo, devastante, complicato.
Li trovo insicuri, facili da soggiogare, con una mentalità
semplice priva di sfaccettature, invasivi, legati al loro pene come
al cordone ombelicale delle loro madri.
Dono a loro il mio corpo quasi fosse una missione, spero di renderli
migliori, ma guardando i loro occhi inermi dopo ogni orgasmo, ormai
privi di difesa come sacchi svuotati, mi rendo conto come questo
sia inutile, come loro siano inutili.
Ho conosciuto il mondo degli uomini quando a sei anni sono stata
la bambola di un mio zio, così mi aveva detto: una bambola
da pettinare, spogliare, toccare. Ricordo ancora le sue mani sul
mio corpo delicato di bambina: aride, senza tenerezza, le sue dita
che scavavano nelle mie intimità, il suo alito che sapeva
di fumo e di alcool. Ne avevo paura, ma il piacere sottile e ancora
incomprensibile per me che mi procurava mi teneva lì, ferma,
in silenzio. Non sono mai riuscita ad odiarlo, lo disprezzo.
Il mio destino è stato così segnato: adescare un uomo
con uno sguardo, soddisfare le sue voglie, mi riporta ogni volta
a quell’antico piacere, a quel disprezzo che mi fa sentire
pura.
Dirigo un negozio d’abbigliamento maschile con una mia amica
in via Borgognona. Lei, Cécile, divide con me tutto: gioie,
dolori, segreti, amore, sesso.
Abitiamo insieme in un piccolo attico arredato con gusto, che rispecchia
le nostre personalità e trasuda calore umano da ogni parete.
È una donna molto bella: meravigliosi lunghi capelli neri
le incorniciano il volto che colpisce per il suo pallore lunare
e per gli occhi scuri, vivi attenti che le donano un aspetto gitano.
Il suo nome lascia trasparire le sue lontane origini francesi.
I nostri interessi e i nostri gusti sono diversi e ci portano ad
avere vite separate che spesso si intrecciano fra loro. Lei si esalta
attraverso il teatro che le permette di vivere ruoli ed esperienze
diverse facendola sentire libera di esprimere passione e fantasia.
Io amo la danza: il tango. Ogni sua nota si propaga in me come un’onda,
che cresce fino a travolgermi; mi entra nella testa, tra le gambe,
nel sangue fino a farmi diventare musica, fino a quando io, divento
tango.
Siamo in perfetta sintonia.
Cécile
Condividere l’appartamento con la mia
amica Lisa, per me è stato il cambiamento più importante:
non conosco più la solitudine. Secondo lei la gioia è
il requisito essenziale per affrontare gli avvenimenti della vita.
Abbiamo due caratteri diversi che si amalgamano con facilità,
che si compensano l’uno con l’altro. La sua personalità
forte ed irruente entra come un vortice nelle anime che incontra.
Ora le nostre energie e i nostri percorsi si sono uniti e affrontiamo
insieme la quotidianità nei suoi vari aspetti… sensazioni,
emozioni, umori, e quant’altro è possibile respirare…
So di essere tendenzialmente introversa, ma con forti linee di egocentrismo
quando il mio bisogno di apparire può essere soddisfatto…
Mi nascondo per farmi scoprire. E ne traggo un piacere intenso.
La cosa che più ammiro nella mia amica è la sua generosità
d’animo, quasi non avesse mai paura di essere ferita. Mentre
io sono sempre così parsimoniosa nel donare e donarmi…
Il mio “distacco” è solo una difesa, un limite
che impongo a me stessa per gestire al meglio le emozioni. A mitigare
questo atteggiamento è stata la mia inesauribile curiosità,
che mi ha portata ad interessarmi in modo particolare al Sesso…
Attraverso di esso, ho imparato a conoscere e a conoscermi, ad apprezzarmi
sempre più, dentro e fuori i miei confini corporali, liberandomi
da preconcetti, mettendomi in gioco, aprendomi ad esperienze nuove
ed eccitanti e garantendomi così un equilibrio nel fluttuare
inquieto delle emozioni … È di questo che mi nutro…
Dubito della capacità umana di essere in armonia con la propria
natura e sono intollerante verso le donne tanto quanto verso gli
uomini, ad eccezione di una mia cerchia di eletti; che scelgo solo
dopo attento esame e prove.
Svelo una sensualità non appariscente ma sobria, celata nell’intimo,
capace ad un tratto di erompere con forza e mostrarsi al momento
opportuno. Tempo ed energie dosate per dare il meglio al momento
propizio.
Modellata in un corpo magro dalle forme nervose, i seni abbondanti
in contrasto con la magrezza del ventre, gambe slanciate e toniche,
un volto dai tratti marcati ed espressivi: occhi scuri che sanno
penetrare nei più piccoli particolari ed un sorriso semplice
e ingenuo che ridimensiona la mia apparente rigidità.
Sento di essere come magma che ribolle nelle viscere della terra.
Io così ctonia… la mia amica così eterea…
terra e aria che si incontrano sull’orizzonte della vita.
Claudio
A volte decidiamo di punire un uomo e con lui
il genere maschile. L’ultima volta è toccato a Claudio.
Lo invitiamo a cena: musica, vino, conversazione piacevole, Cécile
si alza e, quasi per caso, tra una risata e l’altra, mi bacia
distrattamente sulle labbra.
Si avverte immediatamente un cambio di tensione nell’aria;
lo sguardo di Claudio è imbarazzato e compiaciuto, tenta
di mantenere viva la conversazione, ma noi due iniziamo ad accarezzarci
inginocchiate davanti a lui.
La bacio sul collo, la guardo dolcemente negli occhi, le nostre
lingue si toccano lasciandosi vedere, i nostri corpi ormai nudi
si sfiorano. Claudio freme, voglioso, ammutolito, desideroso di
partecipare, ma incapace di interrompere uno spettacolo che eccita
la sua mente. Le bacio i capezzoli turgidi e rosa, li mordo delicatamente,
poi scendo con la mia lingua sul suo ventre, tra le sue gambe, lei
si sdraia mollemente sul pavimento divaricandole ed io inizio a
leccarla lentamente inebriandomi dei suoi umori.
Claudio si sta toccando ormai, eccitato, sudato e consapevole che
a lui non è permesso intervenire. Il suo membro è
ormai tanto gonfio che sembra dover esplodere.
Lo stringe tra le mani quasi a voler contenere il piacere, ma inizia
a muoverle prima ritmicamente, poi freneticamente fino a quando
i nostri gemiti e il nostro orgasmo lo inondano facendogli perdere
il controllo.
Gode, ansimando ed emettendo un suono gutturale che esprime il suo
piacere, ma anche l’insoddisfazione di non poter aver avuto
i nostri corpi. Ci rivestiamo, lo aiutiamo con fermezza a ricomporsi
e lo accompagniamo alla porta, lasciandolo inebetito.
Queste siamo noi: due menti, due sessualità diverse che si
fondono.
Pittore e modella
È un tiepido pomeriggio di inizio
primavera. Reminescenze di odori conosciuti ritornano impetuosi
alle narici. Ogni profumo mi riporta ad emozioni e sensazioni provate
in passato. Ricordi apparentemente dimenticati. Tutto questo mi
fa pensare al tempo che passa e questo pensiero mi angoscia. Per
scacciare questa punta di malinconia mi immergo nel frastuono della
capitale, nel cuore segreto della città che convive indolente
con i il peso della sua gloria passata.
Mi districo in un labirinto di vicoli, per arrivare in via dei Coronari,
la strada degli antiquari, e ritrovarmi improvvisamente sbalzata
nella scenografia a cielo aperto di Piazza Navona. Mentre l’attraverso
rievoco mentalmente le bizzarrie di un passato lontano. Una volta
era circondata da osterie e bordelli dove le prostitute di lusso
irretivano i clienti esponendo dipinti sui quali spiegavano le loro
“specialità”. Passo accanto alla Fontana dei
Fiumi con le sculture barocche del Bernini che si impongono innanzi
ai miei occhi dissolvendo i miei pensieri, che cominciano a diventare
impudichi, in più austere nozioni di storia dell’arte.
I quattro fiumi... Nilo, Gange e Danubio, li ricordo per certo...
Gironzolo fra quadri di aspiranti pittori e bancarelle di libri
e souvenir. Una piccola deviazione prima di tornare a casa. Forse
trovo qualcosa da regalare a Lisa, solo per dirle che le voglio
bene.
Rio della Plata! Ecco qual era.
Mentre sbircio fra le tante cianfrusaglie mi sento chiamare, mi
volto cercando di individuare la provenienza della voce.
- Cécile, Cécile, sono qui!
Tra la folla si fa largo Alberto, un caro amico, seguito da una
giovane e bella donna. Da quando si è separato dalla moglie
non fa altro che cambiare fidanzata e per un poco anch’io
ho occupato quel “ruolo”; ma è stato tanto tempo
fa. Lo saluto con piacere. Conversiamo amichevolmente, poi ha fretta
di andare, sollecitato dalla sua amica. Ci ripromettiamo di risentirci
al più presto.
Continuo nella mia passeggiata e la mia attenzione viene catturata
da un fermacarte di vetro. Mi piace. Decido subito di acquistarlo.
Contenta, mi affretto a rientrare, guardando entusiasta il regalo;
le sue sfaccettature creano i colori dell’arcobaleno.
Distratta da quella lucentezza, mi scontro con una persona che cammina
anch’essa a passo spedito. Il fermacarte cade in terra e si
frantuma in mille schegge di vetro.
All’uomo cadono in terra le sue cose. Provo a raccogliere
i cocci ma è inutile, così aiuto l’uomo a recuperare
fogli e matite. Io con le lacrime agli occhi gli consegno le sue
cose scusandomi della mia distrazione. Gli spiego che era un regalo
per la mia amica.
- Peccato!
Lui mortificato e dispiaciuto dice; con un forte accento francese,
che si può rimediare.
- E come? È impossibile aggiustarlo e altri non ce ne sono
di così belli…
- Come vedi io sono un pittore… te lo disegnerò e spiegherai
l’accaduto alla tua amica… Vieni con me.
Ci incamminiamo verso la sua postazione. Lì ad attenderlo,
una donna.
Ai miei occhi risalta subito la differenza fisica fra i due. Lei
minuta, dai corti capelli rossi, occhi smeraldo e carnagione bianco
latte, mentre lui alto, scuro di carnagione, capelli ricci e folti,
neri neri, occhi scuri, sguardo pungente, naso prominente. Saluta
la sua amica che poi scopro essere la sua ragazza e la sua modella…
infatti molti quadri ritraggono il suo viso.
Si siede davanti al cavalletto, tira fuori tela e colori e, in poco
tempo, la sfera e le sue rifrazioni sono impresse su tela. Firma
e aggiunge le sue scuse:
"Pour Lisa. Pardonne moi... Antoine".
Anch’io scrivo la mia dedica, firmo e ringrazio. Il risultato
è davvero très joli.
Nell’attesa ho preso confidenza con la modella, Camille. Lei
inizia ad apprezzare scherzosamente le mie nervose forme. Antoine
sembra guardarmi veramente solo ora. Il suo sguardo malizioso cade
sui miei seni. Si morde le labbra.
I miei capezzoli s’inturgidiscono, sensibili anch’essi
d’istinto al desiderio.
Racchiusa in un corpo devoto al soddisfacimento, sostenuta da un
intelletto più duro, ma sensibile, ricattabile e mansueto…
capace solo di mescolare sesso e spirito, un tacito accordo dentro
di me.
Le mie risate e la voce lasciva, lasciano intendere la mia disponibilità,
Antoine mi dice che è nato a Brest, nel nord della Francia,
e che vive la strada, errando di luogo in luogo.
Smonta il suo banco. Io e Camille lo seguiamo in silenzio dirigendoci
verso la sua dimora. Ogni passo calpesta i cubi di porfido, le pietre
di questa città, in cui la sacralità opulenta si mischia
al profano sontuoso.
Poco dopo siamo sul lungo Tevere, maleodorante e di un colore verde
marcio.
- Ecco la mia casa.
Uno steccato di canne e rovi sono le sue mura, cartoni e teli il
suo riparo. Il soffitto è dipinto dal cielo striato, di un
blu intenso mischiato a raggi rosati, strascichi di un sole che
stenta ad andar via. Sembra sia curioso di vedere cosa verrà
consumato.
Antoine accende un fuoco e il bagliore illumina il luogo, mettendo
in risalto la sporcizia che ci contorna. Srotola una coperta che
stranamente profuma di bucato fresco steso al sole. Mi dice sorridendo
beffardo che l’ha rubata qualche giorno prima.
In quel momento mi sembra tutto così strano… e poi
lui non sembra andare d’accordo con la scenografia esterna.
Si dimostra molto educato e galante, come un gentil uomo d’altri
tempi, caduto in un tempo e in un luogo che non gli appartengono.
Nonostante la stranezza non mi perdo d’animo, la situazione
è piacevole e la voglia di esibirmi in un teatro distante
dalla mia vita, mi affascina.
Ora ci siamo solo noi tre più la natura che ci avvolge. Cerco
di intuire la parte che dovrò recitare.
Mi avvicino a loro in piedi davanti al fuoco… le mie mani
toccano, palpano, strizzano ciò che capita, si districano
a spogliare due corpi, i baci si mischiano, la mia lingua scivola
sui seni di Camille, piccoli e sodi.
Non stacco la bocca dal suo corpo, le bacio il ventre e mi chino
fra le sue gambe.
Il pelo rossiccio un po’ mi schifa, però accantono
questo pensiero e continuo a leccarla. È piccola, morbida
e calda, con un buon sapore, leggermente amarognolo.
I movimenti della mia lingua si fanno vigorosi, la ragazza geme
per la mia voracità.
Adoro veder godere!
Il pittore, con gli occhi pieni della nostra visione, si tocca e
ci gira intorno, lanciando qua e là alla rinfusa morsi e
baci su di noi. Ebbro di voglia, impossessato dall’eccitazione,
ci incita e ci lusinga.
Un uomo che fa la sua danza intorno al piacere.
Il sole cade all’orizzonte. La sera ora ci accompagna. Il
fuoco scoppietta e dà ritmo ai nostri movimenti.
Antoine si accosta a Camille da dietro e il suo membro spunta maestoso
dinnanzi a me. Dal suo occhio cadono lacrime di voglia. I ragazzi
si fondono tra di loro.
Passo con vivacità dall’uno all’altra, la mia
bocca non si sazia, si riempie di piacere, mi lascio andare al gioco!
Poi mi rimane a disposizione solo la figa rossiccia. Il “piccolo
Antoine” sta entrando al riparo nel culo di Camille, così
voglio anch’io riempirla, possederla. Infilo la mia mano dentro
di lei, tirandomi su a succhiarle un seno. L’altro è
avvolto dalle mani di Antoine. Divido con lui Camille, che geme
di soddisfazione. La spingo giù carponi e mi metto a cavalcioni
sopra di lei, per soddisfare l’ingordigia di Antoine. Ha doppia
scelta e come un bimbo alle giostre non sa cosa scegliere. Decide
di passare da un gioco all’altro. Questo entrare ed uscire
e la sorpresa nell’attendere mi fa godere. Mordo la schiena
di Camille, poi strillo forte come a dire alla natura “Godooo!”.
Camille mi segue nelle grida. Due “cagne” che ululano
il loro piacere. Alzo gli occhi.
La luna è spuntata. Antoine ci dona il suo sperma bagnandoci
entrambe.
Ci adagiamo per terra, raggomitolate sotto la coperta. Strette a
lui, ci addormentiamo.
Quando mi sveglio il sole fa di nuovo capolino nel cielo. Prendo
le mie cose, la tela e saluto i ragazzi, ancora addormentati.
L’aurora comincia a rischiarare i miei pensieri. Mi fermo
in un bar per comprare dei cornetti caldi e, ancora infreddolita,
torno a casa velocemente. Un bagno rigenerante e poi è gia
ora di uscire. Anche se è domenica ho un appuntamento di
lavoro: devo presenziare ad una sfilata per degli acquisti.
Lisa si sta svegliando con il profumo di caffé che ho preparato
per lei.
Sistemo sul tavolo il disegno e un bigliettino:
“Buongiorno mia cara, tutte queste attenzioni
sono per te,
devo ringraziarti per la bella serata avuta. Cécile”.
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