SCHEDA DEL LIBRO

PRIMO CAPITOLO

COME NASCE IL LIBRO

 

 

 

 

Ecco una breve scheda introduttiva del libro
"Lisa & Cécile"

"Un viaggio all’interno delle fantasie femminili più intriganti, un crescendo di intrecci erotici in cui le due protagoniste, muovono le loro vite, fatte di incontri, amicizia, complicità, scorci di quotidianità e feste improvvisate sullo sfondo quasi casuale e poco “turistico” di una Roma bizzarra e surreale mai stata così allegramente lussuriosa.
Il mistero e il fascino dell'immaginario sessuale, i sogni, i desideri, le voglie più nascoste, appagate o meno, delle donne "comuni"... con una lettura lieve e piacevole, che scorre senza retorica e false ipocrisie. Due modi differenti, per carattere esperienza e stile, di affrontare la sessualità e l'erotismo: da un lato un senso di sfida, ma anche sofferenza e fragilità; dall'altro naturalezza, giocosità e slanci lirici. Percorsi ed esperienze che si arricchiscono reciprocamente" (dalla quarta di copertina del libro "Lisa & Cécile", copyright © Borelli Editore s.r.l.).

* * * * *

Il libro narra la storia di due amiche, due donne, che condividono un cammino di amore, complicità e avventure, privo di falsi moralismi e non convenzionale. Lisa e Cécile è sentimentale, lussurioso e visionario; ed è ricco di espedienti e atteggiamenti disinvolti per conquistare l'attenzione e la conoscenza di se stesse e degli altri. Un libro che si muove sul terreno emotivo della vita, attraversa il sesso e le sue varie componenti erotiche e sensuali.

Perché dovreste essere interessati a leggere il mio libro?

La prima cosa che mi viene da dire è: leggetelo e avrete le risposte da soli :) Ma voglio accattivarmi la vostra attenzione e quindi aggiungerei, senza tanti giri di parole, che la lettura di questo libro è piacevole, intrigante, ironica, accattivante, eccitante e può riuscire a suggerire molte idee e spunti validi per la fantasia come per la vita reale. E, soprattutto, ciò che vi troverete scritto, appartiene più o meno in maniera surreale e non al nostro essere, colto nella sua naturalezza, senza giudizi o moralismi aggiuntivi. La poesia che emerge nei momenti più intensi della prosa, sottrae al sesso la possibile visione morbosa e ne sublima la sostanza. Il nostro libro è un modo di rappresentare con disinvoltura l'immaginario erotico collettivo, interpretando nella narrazione pulsioni e desideri che appartengono a tutti. E attraverso il sesso si dipanano l'emotività e le sensazioni delle due protagoniste, Lisa e Cécile. "Due caratteri diversi che si amalgamano con facilità, che si compensano l’uno con l’altro. Io così ctonia… la mia amica così eterea… terra e aria che si incontrano sull’orizzonte della vita"

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Leggi i primi capitoli del libro "Lisa & Cécile"
(copyright © Borelli Editore s.r.l.)...

Le parti scritte da me, sul sito, come anche nel libro, sono quelle in corsivo... Buona lettura!...

“D’improvviso mi appari, contornato da un bagliore intenso. Effondi tutt’intorno profumi di Piacere, cui è impossibile resistere. Mi getto carponi dinnanzi a te,
devota ai tuoi voleri.
Mi inebri con stille di Essenza, che trafiggono le mie carni, fino a penetrare nella mia primordiale origine. Ti insinui sicuro nella mia anima, facendoti varco fra arrendevoli tessuti. Il ventre si espande e vibra al tuo passaggio. I miei organi tintinnano. L’energia scorre, il cuore si spacca; con un lampo la mia mente diventa folle, perdo lucidità... finché dilaghi veemente, risalendo condotti e riemergendo dai miei rigurgiti.
Ora soddisfatto, spadroneggi... La coda penzola dal mio intestino, la testa ondeggia tra le mie labbra. La tua lingua biforcuta troneggia impavida da vessillo... Fin quando ti ritrai, sparisci. Non posso trattenerti. Esausta mi adagio su di una culla feconda di beatitudine.
Non conosco il tuo nome. Ti chiamerò Piacere... Orgasmo... Voluttà... Serpente?...”

Cristiana L.

“…Ho fame! Pantera che avvista la preda lentamente mi avvicino a te, Uomo!
Le pupille da gatta fisse sul tuo corpo, i muscoli tesi, pronta allo scatto.
Ti sorprendo di spalle, mordendoti sul collo, ed un elettrico brivido percorre la tua schiena.
Scivolo in basso rapida, sicura affondo la lingua rigida tra le tue natiche, profondamente.
Ti sento dilatarti per il piacere intenso e la mia mano veloce raggiunge il tuo membro già denso di voglia rivelata dalla prima stilla di piacere che si versa sulla mia zampa felina.
La lecco avida, per gustare meglio ciò che sarà cibo vitale.
Ti piego al mio volere, sdraiandoti davanti a me, perché io, Regina, possa disporre del tuo scettro e usarlo come desidero…
Ora ti possiedo! Sei dentro di me e segui prigioniero la mia danza ipnotica.
E quando il tuo orgasmo ti stupirà e mi lascerò inondare, capirai, finalmente, di aver amato una Dea”.

Maria Rosa C.


Risveglio

Roma. L’alba con la sua luce penetra nella stanza colpendo i miei occhi come uno schiaffo. L’odore dei cibi fritti che arriva dal ristorante sotto l’albergo s’insinua nelle mie narici disgustandomi.
Mi sveglio. Guardo l’uomo sdraiato accanto a me e il mio disgusto aumenta. Dorme, e sul viso ha il sorriso appagato di chi ha soddisfatto le sue voglie più nascoste. Esamino attentamente la sua nudità: non è bello. Piccolo di statura, calvo, il suo leggero soprappeso non gli permette certo di mostrare muscoli definiti, direi banale, uno dei tanti uomini a cui ho donato il mio corpo con l’intento di regalargli la felicità, momenti indimenticabili di indicibile passione che porterà dentro per tutta la vita.
Io l’ho già dimenticato.

Lisa

Una farfalla con grandi ali d’aquila, una pantera con un cuore di cristallo: questa sono io, Lisa. È così che mi chiamano, così che mi presento, ma il mio vero nome è Maddalena: un marchio, un peccato che chi ha questo nome porta da duemila anni.
Non sono alta, ma ho un corpo sensuale e sinuoso che attira gli sguardi avidi degli uomini che si insinuano nel mio ventre ogni volta. Seni rotondi, natiche morbide, fianchi arrotondati, vita sottile. I miei occhi color nocciola sono profondi e penetranti, incorniciati da sopracciglia arcuate che mi donano uno sguardo altezzoso.
Ho imparato a dischiudere in modo malizioso la bocca, piccola e imbronciata, e i miei capelli biondi sono volutamente sempre un po’ spettinati per avere un’aria sensuale e distratta nello stesso tempo.
Sono invitante. In me il connubio tra sessualità e spiritualità è elevato all’ennesima potenza. L’odore del sesso di un uomo mi eccita come l’odore pungente e penetrante dell’incenso di una chiesa. Il mio rapporto con Dio è puro, caldo diretto. Il mio rapporto con gli uomini è freddo, devastante, complicato. Li trovo insicuri, facili da soggiogare, con una mentalità semplice priva di sfaccettature, invasivi, legati al loro pene come al cordone ombelicale delle loro madri.
Dono a loro il mio corpo quasi fosse una missione, spero di renderli migliori, ma guardando i loro occhi inermi dopo ogni orgasmo, ormai privi di difesa come sacchi svuotati, mi rendo conto come questo sia inutile, come loro siano inutili.
Ho conosciuto il mondo degli uomini quando a sei anni sono stata la bambola di un mio zio, così mi aveva detto: una bambola da pettinare, spogliare, toccare. Ricordo ancora le sue mani sul mio corpo delicato di bambina: aride, senza tenerezza, le sue dita che scavavano nelle mie intimità, il suo alito che sapeva di fumo e di alcool. Ne avevo paura, ma il piacere sottile e ancora incomprensibile per me che mi procurava mi teneva lì, ferma, in silenzio. Non sono mai riuscita ad odiarlo, lo disprezzo.
Il mio destino è stato così segnato: adescare un uomo con uno sguardo, soddisfare le sue voglie, mi riporta ogni volta a quell’antico piacere, a quel disprezzo che mi fa sentire pura.
Dirigo un negozio d’abbigliamento maschile con una mia amica in via Borgognona. Lei, Cécile, divide con me tutto: gioie, dolori, segreti, amore, sesso.
Abitiamo insieme in un piccolo attico arredato con gusto, che rispecchia le nostre personalità e trasuda calore umano da ogni parete.
È una donna molto bella: meravigliosi lunghi capelli neri le incorniciano il volto che colpisce per il suo pallore lunare e per gli occhi scuri, vivi attenti che le donano un aspetto gitano. Il suo nome lascia trasparire le sue lontane origini francesi.
I nostri interessi e i nostri gusti sono diversi e ci portano ad avere vite separate che spesso si intrecciano fra loro. Lei si esalta attraverso il teatro che le permette di vivere ruoli ed esperienze diverse facendola sentire libera di esprimere passione e fantasia.
Io amo la danza: il tango. Ogni sua nota si propaga in me come un’onda, che cresce fino a travolgermi; mi entra nella testa, tra le gambe, nel sangue fino a farmi diventare musica, fino a quando io, divento tango.
Siamo in perfetta sintonia.

Cécile

Condividere l’appartamento con la mia amica Lisa, per me è stato il cambiamento più importante: non conosco più la solitudine. Secondo lei la gioia è il requisito essenziale per affrontare gli avvenimenti della vita.
Abbiamo due caratteri diversi che si amalgamano con facilità, che si compensano l’uno con l’altro. La sua personalità forte ed irruente entra come un vortice nelle anime che incontra.
Ora le nostre energie e i nostri percorsi si sono uniti e affrontiamo insieme la quotidianità nei suoi vari aspetti… sensazioni, emozioni, umori, e quant’altro è possibile respirare…
So di essere tendenzialmente introversa, ma con forti linee di egocentrismo quando il mio bisogno di apparire può essere soddisfatto… Mi nascondo per farmi scoprire. E ne traggo un piacere intenso.
La cosa che più ammiro nella mia amica è la sua generosità d’animo, quasi non avesse mai paura di essere ferita. Mentre io sono sempre così parsimoniosa nel donare e donarmi…
Il mio “distacco” è solo una difesa, un limite che impongo a me stessa per gestire al meglio le emozioni. A mitigare questo atteggiamento è stata la mia inesauribile curiosità, che mi ha portata ad interessarmi in modo particolare al Sesso…
Attraverso di esso, ho imparato a conoscere e a conoscermi, ad apprezzarmi sempre più, dentro e fuori i miei confini corporali, liberandomi da preconcetti, mettendomi in gioco, aprendomi ad esperienze nuove ed eccitanti e garantendomi così un equilibrio nel fluttuare inquieto delle emozioni … È di questo che mi nutro…
Dubito della capacità umana di essere in armonia con la propria natura e sono intollerante verso le donne tanto quanto verso gli uomini, ad eccezione di una mia cerchia di eletti; che scelgo solo dopo attento esame e prove.
Svelo una sensualità non appariscente ma sobria, celata nell’intimo, capace ad un tratto di erompere con forza e mostrarsi al momento opportuno. Tempo ed energie dosate per dare il meglio al momento propizio.
Modellata in un corpo magro dalle forme nervose, i seni abbondanti in contrasto con la magrezza del ventre, gambe slanciate e toniche, un volto dai tratti marcati ed espressivi: occhi scuri che sanno penetrare nei più piccoli particolari ed un sorriso semplice e ingenuo che ridimensiona la mia apparente rigidità.
Sento di essere come magma che ribolle nelle viscere della terra.
Io così ctonia… la mia amica così eterea… terra e aria che si incontrano sull’orizzonte della vita.


Claudio

A volte decidiamo di punire un uomo e con lui il genere maschile. L’ultima volta è toccato a Claudio.
Lo invitiamo a cena: musica, vino, conversazione piacevole, Cécile si alza e, quasi per caso, tra una risata e l’altra, mi bacia distrattamente sulle labbra.
Si avverte immediatamente un cambio di tensione nell’aria; lo sguardo di Claudio è imbarazzato e compiaciuto, tenta di mantenere viva la conversazione, ma noi due iniziamo ad accarezzarci inginocchiate davanti a lui.
La bacio sul collo, la guardo dolcemente negli occhi, le nostre lingue si toccano lasciandosi vedere, i nostri corpi ormai nudi si sfiorano. Claudio freme, voglioso, ammutolito, desideroso di partecipare, ma incapace di interrompere uno spettacolo che eccita la sua mente. Le bacio i capezzoli turgidi e rosa, li mordo delicatamente, poi scendo con la mia lingua sul suo ventre, tra le sue gambe, lei si sdraia mollemente sul pavimento divaricandole ed io inizio a leccarla lentamente inebriandomi dei suoi umori.
Claudio si sta toccando ormai, eccitato, sudato e consapevole che a lui non è permesso intervenire. Il suo membro è ormai tanto gonfio che sembra dover esplodere.
Lo stringe tra le mani quasi a voler contenere il piacere, ma inizia a muoverle prima ritmicamente, poi freneticamente fino a quando i nostri gemiti e il nostro orgasmo lo inondano facendogli perdere il controllo.
Gode, ansimando ed emettendo un suono gutturale che esprime il suo piacere, ma anche l’insoddisfazione di non poter aver avuto i nostri corpi. Ci rivestiamo, lo aiutiamo con fermezza a ricomporsi e lo accompagniamo alla porta, lasciandolo inebetito.
Queste siamo noi: due menti, due sessualità diverse che si fondono.

Pittore e modella

È un tiepido pomeriggio di inizio primavera. Reminescenze di odori conosciuti ritornano impetuosi alle narici. Ogni profumo mi riporta ad emozioni e sensazioni provate in passato. Ricordi apparentemente dimenticati. Tutto questo mi fa pensare al tempo che passa e questo pensiero mi angoscia. Per scacciare questa punta di malinconia mi immergo nel frastuono della capitale, nel cuore segreto della città che convive indolente con i il peso della sua gloria passata.
Mi districo in un labirinto di vicoli, per arrivare in via dei Coronari, la strada degli antiquari, e ritrovarmi improvvisamente sbalzata nella scenografia a cielo aperto di Piazza Navona. Mentre l’attraverso rievoco mentalmente le bizzarrie di un passato lontano. Una volta era circondata da osterie e bordelli dove le prostitute di lusso irretivano i clienti esponendo dipinti sui quali spiegavano le loro “specialità”. Passo accanto alla Fontana dei Fiumi con le sculture barocche del Bernini che si impongono innanzi ai miei occhi dissolvendo i miei pensieri, che cominciano a diventare impudichi, in più austere nozioni di storia dell’arte. I quattro fiumi... Nilo, Gange e Danubio, li ricordo per certo...
Gironzolo fra quadri di aspiranti pittori e bancarelle di libri e souvenir. Una piccola deviazione prima di tornare a casa. Forse trovo qualcosa da regalare a Lisa, solo per dirle che le voglio bene.
Rio della Plata! Ecco qual era.
Mentre sbircio fra le tante cianfrusaglie mi sento chiamare, mi volto cercando di individuare la provenienza della voce.
- Cécile, Cécile, sono qui!
Tra la folla si fa largo Alberto, un caro amico, seguito da una giovane e bella donna. Da quando si è separato dalla moglie non fa altro che cambiare fidanzata e per un poco anch’io ho occupato quel “ruolo”; ma è stato tanto tempo fa. Lo saluto con piacere. Conversiamo amichevolmente, poi ha fretta di andare, sollecitato dalla sua amica. Ci ripromettiamo di risentirci al più presto.
Continuo nella mia passeggiata e la mia attenzione viene catturata da un fermacarte di vetro. Mi piace. Decido subito di acquistarlo. Contenta, mi affretto a rientrare, guardando entusiasta il regalo; le sue sfaccettature creano i colori dell’arcobaleno.
Distratta da quella lucentezza, mi scontro con una persona che cammina anch’essa a passo spedito. Il fermacarte cade in terra e si frantuma in mille schegge di vetro.
All’uomo cadono in terra le sue cose. Provo a raccogliere i cocci ma è inutile, così aiuto l’uomo a recuperare fogli e matite. Io con le lacrime agli occhi gli consegno le sue cose scusandomi della mia distrazione. Gli spiego che era un regalo per la mia amica.
- Peccato!
Lui mortificato e dispiaciuto dice; con un forte accento francese, che si può rimediare.
- E come? È impossibile aggiustarlo e altri non ce ne sono di così belli…
- Come vedi io sono un pittore… te lo disegnerò e spiegherai l’accaduto alla tua amica… Vieni con me.
Ci incamminiamo verso la sua postazione. Lì ad attenderlo, una donna.
Ai miei occhi risalta subito la differenza fisica fra i due. Lei minuta, dai corti capelli rossi, occhi smeraldo e carnagione bianco latte, mentre lui alto, scuro di carnagione, capelli ricci e folti, neri neri, occhi scuri, sguardo pungente, naso prominente. Saluta la sua amica che poi scopro essere la sua ragazza e la sua modella… infatti molti quadri ritraggono il suo viso.
Si siede davanti al cavalletto, tira fuori tela e colori e, in poco tempo, la sfera e le sue rifrazioni sono impresse su tela. Firma e aggiunge le sue scuse:
"Pour Lisa. Pardonne moi... Antoine".
Anch’io scrivo la mia dedica, firmo e ringrazio. Il risultato è davvero très joli.
Nell’attesa ho preso confidenza con la modella, Camille. Lei inizia ad apprezzare scherzosamente le mie nervose forme. Antoine sembra guardarmi veramente solo ora. Il suo sguardo malizioso cade sui miei seni. Si morde le labbra.
I miei capezzoli s’inturgidiscono, sensibili anch’essi d’istinto al desiderio.
Racchiusa in un corpo devoto al soddisfacimento, sostenuta da un intelletto più duro, ma sensibile, ricattabile e mansueto… capace solo di mescolare sesso e spirito, un tacito accordo dentro di me.
Le mie risate e la voce lasciva, lasciano intendere la mia disponibilità, Antoine mi dice che è nato a Brest, nel nord della Francia, e che vive la strada, errando di luogo in luogo.
Smonta il suo banco. Io e Camille lo seguiamo in silenzio dirigendoci verso la sua dimora. Ogni passo calpesta i cubi di porfido, le pietre di questa città, in cui la sacralità opulenta si mischia al profano sontuoso.
Poco dopo siamo sul lungo Tevere, maleodorante e di un colore verde marcio.
- Ecco la mia casa.
Uno steccato di canne e rovi sono le sue mura, cartoni e teli il suo riparo. Il soffitto è dipinto dal cielo striato, di un blu intenso mischiato a raggi rosati, strascichi di un sole che stenta ad andar via. Sembra sia curioso di vedere cosa verrà consumato.
Antoine accende un fuoco e il bagliore illumina il luogo, mettendo in risalto la sporcizia che ci contorna. Srotola una coperta che stranamente profuma di bucato fresco steso al sole. Mi dice sorridendo beffardo che l’ha rubata qualche giorno prima.
In quel momento mi sembra tutto così strano… e poi lui non sembra andare d’accordo con la scenografia esterna. Si dimostra molto educato e galante, come un gentil uomo d’altri tempi, caduto in un tempo e in un luogo che non gli appartengono.
Nonostante la stranezza non mi perdo d’animo, la situazione è piacevole e la voglia di esibirmi in un teatro distante dalla mia vita, mi affascina.
Ora ci siamo solo noi tre più la natura che ci avvolge. Cerco di intuire la parte che dovrò recitare.
Mi avvicino a loro in piedi davanti al fuoco… le mie mani toccano, palpano, strizzano ciò che capita, si districano a spogliare due corpi, i baci si mischiano, la mia lingua scivola sui seni di Camille, piccoli e sodi.
Non stacco la bocca dal suo corpo, le bacio il ventre e mi chino fra le sue gambe.
Il pelo rossiccio un po’ mi schifa, però accantono questo pensiero e continuo a leccarla. È piccola, morbida e calda, con un buon sapore, leggermente amarognolo.
I movimenti della mia lingua si fanno vigorosi, la ragazza geme per la mia voracità.
Adoro veder godere!
Il pittore, con gli occhi pieni della nostra visione, si tocca e ci gira intorno, lanciando qua e là alla rinfusa morsi e baci su di noi. Ebbro di voglia, impossessato dall’eccitazione, ci incita e ci lusinga.
Un uomo che fa la sua danza intorno al piacere.
Il sole cade all’orizzonte. La sera ora ci accompagna. Il fuoco scoppietta e dà ritmo ai nostri movimenti.
Antoine si accosta a Camille da dietro e il suo membro spunta maestoso dinnanzi a me. Dal suo occhio cadono lacrime di voglia. I ragazzi si fondono tra di loro.
Passo con vivacità dall’uno all’altra, la mia bocca non si sazia, si riempie di piacere, mi lascio andare al gioco!
Poi mi rimane a disposizione solo la figa rossiccia. Il “piccolo Antoine” sta entrando al riparo nel culo di Camille, così voglio anch’io riempirla, possederla. Infilo la mia mano dentro di lei, tirandomi su a succhiarle un seno. L’altro è avvolto dalle mani di Antoine. Divido con lui Camille, che geme di soddisfazione. La spingo giù carponi e mi metto a cavalcioni sopra di lei, per soddisfare l’ingordigia di Antoine. Ha doppia scelta e come un bimbo alle giostre non sa cosa scegliere. Decide di passare da un gioco all’altro. Questo entrare ed uscire e la sorpresa nell’attendere mi fa godere. Mordo la schiena di Camille, poi strillo forte come a dire alla natura “Godooo!”.
Camille mi segue nelle grida. Due “cagne” che ululano il loro piacere. Alzo gli occhi.
La luna è spuntata. Antoine ci dona il suo sperma bagnandoci entrambe.
Ci adagiamo per terra, raggomitolate sotto la coperta. Strette a lui, ci addormentiamo.
Quando mi sveglio il sole fa di nuovo capolino nel cielo. Prendo le mie cose, la tela e saluto i ragazzi, ancora addormentati.
L’aurora comincia a rischiarare i miei pensieri. Mi fermo in un bar per comprare dei cornetti caldi e, ancora infreddolita, torno a casa velocemente. Un bagno rigenerante e poi è gia ora di uscire. Anche se è domenica ho un appuntamento di lavoro: devo presenziare ad una sfilata per degli acquisti.
Lisa si sta svegliando con il profumo di caffé che ho preparato per lei.
Sistemo sul tavolo il disegno e un bigliettino:

“Buongiorno mia cara, tutte queste attenzioni sono per te,
devo ringraziarti per la bella serata avuta. Cécile”.

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Come nasce il libro...

Per me il libro rappresenta innanzitutto la condivisione di un'esperienza, unita alla mia personale voglia di esprimermi. Ho conosciuto Maria Rosa in una scuola di flamenco. Tanto tempo fa scrivevo su un forum (http://groups.msn.com/DiarioFlamenco) queste parole: "Le sensazioni e le emozioni che mi suscitano il flamenco... Se chiudo gli occhi vedo un bosco immerso nella nebbia, da cui si irradia in ogni direzione una luce multicolore. Gli spazi non hanno confini netti ma si fondono e si aprono al mio cammino... Penso: questa è la vita! Così... sempre in movimento, calda e sensuale, fredda e glaciale. Sembra quasi impenetrabile. La fatica che si compie nell'attraversarla serve a percepire l’interiorità di ognuno.
Non so quanto io sia attinente al Flamenco. So per certo che è ciò che vorrei avere dentro (questa fusione). A volte mi domando se è vero che io lo percepisca o se sia solo ostinazione. Credo che, quale che siano i dubbi, valga la pena di comprenderli. La rigidità mentale e fisica, io, mi affanno a superarla... E mi affascina incredibilmente!
Perché tutto ciò che indica sensualità, passione, gioia fusa a malinconia e sentimento può ritrovarsi nella vita... la piccola passione del flamenco è solo un mezzo per esplorarmi dentro!!!"

In quella sala, ho trovato anche altre amiche e per anni abbiamo respirato insieme questa passione. Il gruppo era formato da nove ragazze, oggi mi viene da pensare che l'arte e le sue muse ispiratrici, abbiano predestinato il nostro incontro.
Il libro è un modo di rappresentare con disinvoltura l'immaginario erotico collettivo, interpretando nella narrazione pulsioni e desideri che appartengono a tutti.
Il libro nasce un po' per caso e un po' per gioco con la mia amica. Lei mi chiese se volevo condividere l'idea di scrivere un romanzo erotico. Io accettai volentieri; in primo luogo per divertimento, poi perché la proposta toccava delle corde che già suscitavano il mio fervido interesse. Mi è sempre piaciuto scrivere, fin da adolescente: dal diario al romanzo, dai pensieri estemporanei alle poesie... Ho sempre letto molto e cimentarmi in questa avventura era interessante. Più scrivevo, più le idee fluivano copiose e interminabili fino a delineare un lavoro avvincente e colmo di situazioni interessanti. Trovavo estrema facilità nel metterle su carta ed ero soddisfatta della buona riuscita dei primi scritti. Mi è stato semplice e congeniale scrivere un libro erotico in quanto l'andamento narrativo finisce per coincidere con le fasi dell'eccitazione. Dai preliminari, alla tensione che cresce, per poi risolversi naturalmente nel finale. Trattare questo genere mi risulta facile e spontaneo… soprattutto mi diverte, il che non basta mai nella vita. Come per il sesso...
Ho creduto fortemente a questo progetto. Ci siamo ritrovate a scrivere divise, passandoci i racconti di volta in volta e alla fine ho legato insieme le storie creando una cronologia e un andamento narrativo lineare. Mi sono applicata per portare a termine il lavoro col fine di pubblicarlo. L'ho trascritto, impaginato, fotocopiato, rilegato e spedito. Ho un piccolo aneddoto sull'invio del manoscritto: appena uscita dalla posta, dopo la spedizione, trovai in terra un ciondolo a forma di cuore sormontato da una corona. Lo lessi subito come un segno di buon auspicio, pensando che, come suggeriva quel singolare oggetto, saremmo riuscite a coronare il nostro desiderio. Poi vari sogni hanno dato conferma a questo piccolo segno premonitore. La risposta è arrivata ad una settimana dalla spedizione: il nostro editore, fra tanti altri, trovò avvincenti ed eccitanti i nostri scritti

Cristiana L. Maria Rosa C.

 

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Questa è la mia analisi del libro con alcune considerazioni sulla mia scrittura...

Non è mia intenzione né fare una prefazione, né promuovere o tentare di spiegare il libro. . Servendomi dell’immaginario di cui può avvalersi un’autrice erotica, vorrei qui continuare a scrivere a briglia sciolta ed occuparmi dell'essenza, di quel nocciolo, di quell'alito che serpeggia fra queste righe.
Qui scopro: il Corpo e la Mente.
Uno spinge verso il desiderio per soddisfarsi nel piacere, l'altro fluttua su direzioni che vanno dal reale al surreale, per accontentare spirito e intelletto.
La scrittura, come qualsiasi forma d'arte modellata dalla fantasia, ci viene qui in aiuto, permettendoci di estendere i nostri pensieri verso confini inesplorati, dove nulla è costretto. Sono queste le premesse con cui una scrittrice erotica spazia e sconfina dalla realtà all’immaginazione, attraverso quella spinta della libido che mette in moto pulsioni e desiderio.
Ed in questo caso, è con la penna, spinta dall'immaginario, che muovo i primi passi verso dimensioni alternative. Tutto ciò credo sia possibile più facilmente attingendo all'accettazione di sé. E potrei azzardare con il dire che il sesso è la via più vicina alla soglia della “libertà”. Più corpo e anima accettano il loro connubio primordiale, più ci si può muovere a piacimento fra diversi gradi di soddisfazione.
Fondendo assieme questi punti cardine di "essenza", credo sia possibile accettarsi e attraversare paesaggi morali ed immorali, pur essendo quest'ultimi uniti ed assoggettati al PIACERE. L'orgasmo parte dal sesso, attraversa il corpo e giunge a scorrere fra le menti, confondendo al punto tale ciò che invade che non ha più importanza il luogo della sua scaturigine. Più vicini alla nostra Natura, ed è questa che ci interessa e scuote. Basta dare il giusto spazio alle nostre necessità, secondo il nostro grado di contenimento o di espressione delle stesse, ed esse non ci nuoceranno, senza dover ricorrere all'ausilio di un pensiero occulto o costruito. Non abbiamo paura del “serpente”... conosciamolo, aggiriamolo tanto da riuscire a subordinarlo ai nostri voleri. Affiliamo i nostri artigli, graffiamo, catturiamo, per “godere-copulare-amare” in giacigli di piacere, dove rispetto e conoscenza sono impliciti.
Lì, una volta esausti, la nostra ESSENZA emetterà bagliori di piacere contagiosi...
Gli scritti si susseguono incorniciati da scenografie differenti, delineando molteplici situazioni, mettendo in evidenza umori e sensazioni, usando espedienti e movimenti psicologici di identificazione, proiezione e spostamento che portano a più elevate conquiste interiori e culturali fino alla sublimazione, cercando la via che ci avvicini ad una "completa" soddisfazione. L'uso dei travestimenti e della maschera serve alla persona, in questo caso al personaggio, ad allentare la stretta maglia delle convenzioni sociali. In un crogiuolo di energia psichica ed emotiva, molti espedienti per questo "superamento" vengono sviscerati. Ho donato a Cécile parte del mio carattere, lasciando che si muovesse su di un palcoscenico che la sostenesse e le facilitasse la propria espressione naturale. Coniata per muoversi su di un terreno "ostile", Cécile riesce a proporre e a volgere a proprio vantaggio le difficoltà, riproponendo in chiave erotica quel modello di Eroina, basato non sulla scelta vincente, ma sulla risoluzione migliore.

* * * * *

Definirei i miei racconti erotici come l’espressione di un “sesso vanitoso”. Vanitoso perché si mostra di continuo, prepotente, esuberante, mutevole e dirompente. I personaggi ruotano attorno ad esso agendo da supporto al soddisfacimento erotico, alimentati dall’alito della fantasia da me fornita. Anche nelle situazioni apparentemente non conclusive accade sempre qualcosa che da nuovo impulso al generarsi dell’ostentato sesso, il quale risolve a suo favore anche le situazioni imbarazzanti o apparentemente non stimolanti, con ironia, con aggressività e con dolcezza. Le storie si montano quasi tutte sull’iniziale “stasi”, che poi si trasforma per venire usata come carburante per l’espressione sessuale. Spesso questa stasi si presenta come una situazione problematica che nel corso dello scrivere si risolve con un "colpo di scena", in una visione alternativa, soddisfacente e risolutiva. Questo ad indicare come anche le cose meno interessanti con un pizzico di genialità si risolvono a nostro vantaggio. O per meglio dire: come il sesso e la voglia che questo sprigiona dentro di noi non si ferma davanti a nulla.
Lo scritto si articola seguendo un andamento fatto di ironia, slanci lirici e rapsodici.
Cécile è una donna affascinante che sa di esserlo e in qualche maniera approfitta del suo fascino per muoversi con disinvoltura, accattivarsi le attenzioni altrui e soprattutto esaudire i suoi capricci, sicura e forte di questa prerogativa, ma anche sensibile altruista e malleabile così come l'ho descritta nel libro: "Sensibile per istinto al desiderio. Racchiusa in un corpo devoto al soddisfacimento, sostenuta da un intelletto più duro, ma sensibile, ricattabile e mansueto… capace solo di mescolare sesso e spirito, un tacito accordo dentro di me." (dal capitolo "Pittore e modella"). Oppure potrei citare una parte della descrizione iniziale: "Attraverso il sesso, ho imparato a conoscere e a conoscermi, ad apprezzarmi sempre più, dentro e fuori i miei confini corporali, liberandomi da preconcetti, mettendomi in gioco, aprendomi ad esperienze nuove ed eccitanti e garantendomi così un equilibrio nel fluttuare inquieto delle emozioni … È di questo che mi nutro"
Per quel che mi riguarda di sicuro condivido con Cécile gli espedienti per preservare un carattere riservato e diffidente e il lasciar passare attraverso il sesso anche la conoscenza di sé, usufruendo di quel dualismo che caratterizza lo spirito femminile. Gli scritti attingono in parte all’immaginario collettivo. Ogni pretesto è buono ed è stato da me usato. Le storie, alcune nascono da spunti reali, da racconti ascoltati, compensati qua e là dalla fantasia, laddove la realtà risultava poco soddisfacente; in altre ho lasciato che la vivacità del pensiero le rendesse più intense. Alcune sono scaturite da sole emozioni, sensazioni o ricordi di esse. Altre infine sono frutto di pura immaginazione. Ma tutte sono state pensate nella libertà, prese nella naturalezza dell’eccitazione e in accordo con quello che è la mia personale idea di “normalità”.
E poi c’è da dire che le fantasie non sporcano, non imbrattano, non fanno male (se non esattamente nella misura in cui vorremmo) dispensandoci, per esempio, dal dover poi pulire tavoli o lenzuola…
In sintesi, credo che sia naturale (e per me molto facile) avere fantasie e scrivere racconti erotici. Basta lasciare che la mente cerchi e segua la sua natura. Vere o meno che siano le mie storie, mi sono sempre attenuta con semplicità al mio scopo. Che era quello di divertirmi, eccitare e suggerire nuove immaginazioni.

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Cristiana L. Maria Rosa C.